4 posts tagged “stati uniti”
L'Washington Post scrive che un computer farà in modo che dalla biblioteca pubblica della contea di Fairfax spariscano i libri che non vengono utilizzati per due anni. Shakespeare e Fitzgerald comunque si salveranno: per loro si farà uno strappo alla regola:
"Library officials say they will always stock Shakespeare's plays, "The Great Gatsby" and other venerable titles."
Saranno anche i tempi moderni, sarà che non riesco ad adattarmi bene a un mondo sempre più governato dall'economia, ma andando avanti così finiremo per abbattere il Colosseo se non ci sarà un numero sufficiente di visitatori.
Titolo su Corriere.it: Bush: «L'Iran è come Al Qaeda»
Titolo su Repubblica.it: Bush: "Iran pericoloso come Al Qaeda - Ahmadinejad è un tiranno"
Non so se ho cattiva memoria, ma mi pare che titoli del genere (con Saddam Hussein al posto di Ahmadinejad e l'Iraq al posto dell'Iran) siano stati fatti anche qualche mese prima della guerra in Iraq. Non si tratta qui di stabilire se Saddam fosse un dittatore (lo si sapeva da decenni) o se lo sia Ahmadinejad, non si tratta nemmeno di imparare dalla storia (tutti stiamo vedendo come è andata a finire in Iraq a causa probabilmente di una guerra preparata male), si tratta di capire se è ancora possibile che uno Stato che si proclama democratico e che è molto più democratico di tanti altri abbia il diritto di attaccare un altro Stato sovrano. Questioni vecchie, questioni semplici, ma questioni non ancora superate.
(le foto sono tratte dai siti ufficiali della presidenza dell'Iran e di quella degli Stati Uniti)
Se gente del calibro di Dwyane Wade e Carmelo Anthony ha accettato di giocare il campionato del mondo di basket a Sapporo con la maglia degli Stati Uniti, perché Andrea Bargnani, subito dopo essere passato dalla Benetton Treviso all'Nba (Toronto Raptors), si è dimenticato della maglia azzurra della nazionale italiana? È stata una scelta sua o gliel'ha imposto qualche contratto di qualche ottuso manager?
Nota: le foto sono prese dal sito della Nba.
È vero che c'è stato un giudice di Detroit, Anna Diggs Taylor, che ha accolto un ricorso dell'Aclu e ha ordinato l'immediata cessazione delle intercettazioni eseguite dall'Nsa e autorizzate dal presidente degli Stati Uniti. Ma, se vado a leggere gli articoli italiani, sembrano articoli che non hanno molta intenzione di spiegare quello che sta avvenendo negli Stati Uniti e si limitano per lo più - si veda Repubblica.it - a mostrare soddisfazione per la sconfitta di George Bush in tribunale. Invece negli Stati Uniti la decisione è piuttosto contestata. Se tralasciate gli attacchi sistematici al suo obiettivo preferito, il Los Angeles Times, il blog di Patterico, nickname di un procuratore della contea di Los Angeles, ha alcuni buoni link per andare a leggere le perplessità di molti esperti - sia conservatori sia liberali - sulla fondatezza degli argomenti usati dal giudice. Perplessità che sulla stampa italiana non sono mai giunte, almeno a quanto ne so io.
C'era anche un'altra cosa, partita dagli Usa, che avrebbe dovuto interessare l'Europa da tempo. Ma l'Europa sembrava invece aver paura di disturbare e non aveva mai chiesto spiegazioni agli Stati Uniti per il programma Swift, svelato dal New York Times e dal Los Angeles Times, che consentiva alla Cia il controllo delle transazioni bancarie in quasi tutto il mondo, transazioni fatte da cittadini di tutte le nazionalità (ne avevo parlato più volte su Reporters). Se l'era chiesto anche Paolo Ferrandi: perché nessun governo europeo (e non europeo) aveva alzato la voce con quello americano per protestare contro le violazioni delle libertà dei propri cittadini? Ora questo silenzio sembra essere finito. O meglio, il silenzio dei governi continua ma, secondo quanto è scritto oggi sul Guardian, l'Information commissioner (una sorta di Garante della privacy britannico) ritiene che possano essere state violate sia le leggi del Regno Unito sia quelle europee.