3 posts tagged “george bush”
Titolo su Corriere.it: Bush: «L'Iran è come Al Qaeda»
Titolo su Repubblica.it: Bush: "Iran pericoloso come Al Qaeda - Ahmadinejad è un tiranno"
Non so se ho cattiva memoria, ma mi pare che titoli del genere (con Saddam Hussein al posto di Ahmadinejad e l'Iraq al posto dell'Iran) siano stati fatti anche qualche mese prima della guerra in Iraq. Non si tratta qui di stabilire se Saddam fosse un dittatore (lo si sapeva da decenni) o se lo sia Ahmadinejad, non si tratta nemmeno di imparare dalla storia (tutti stiamo vedendo come è andata a finire in Iraq a causa probabilmente di una guerra preparata male), si tratta di capire se è ancora possibile che uno Stato che si proclama democratico e che è molto più democratico di tanti altri abbia il diritto di attaccare un altro Stato sovrano. Questioni vecchie, questioni semplici, ma questioni non ancora superate.
(le foto sono tratte dai siti ufficiali della presidenza dell'Iran e di quella degli Stati Uniti)
È vero che c'è stato un giudice di Detroit, Anna Diggs Taylor, che ha accolto un ricorso dell'Aclu e ha ordinato l'immediata cessazione delle intercettazioni eseguite dall'Nsa e autorizzate dal presidente degli Stati Uniti. Ma, se vado a leggere gli articoli italiani, sembrano articoli che non hanno molta intenzione di spiegare quello che sta avvenendo negli Stati Uniti e si limitano per lo più - si veda Repubblica.it - a mostrare soddisfazione per la sconfitta di George Bush in tribunale. Invece negli Stati Uniti la decisione è piuttosto contestata. Se tralasciate gli attacchi sistematici al suo obiettivo preferito, il Los Angeles Times, il blog di Patterico, nickname di un procuratore della contea di Los Angeles, ha alcuni buoni link per andare a leggere le perplessità di molti esperti - sia conservatori sia liberali - sulla fondatezza degli argomenti usati dal giudice. Perplessità che sulla stampa italiana non sono mai giunte, almeno a quanto ne so io.
C'era anche un'altra cosa, partita dagli Usa, che avrebbe dovuto interessare l'Europa da tempo. Ma l'Europa sembrava invece aver paura di disturbare e non aveva mai chiesto spiegazioni agli Stati Uniti per il programma Swift, svelato dal New York Times e dal Los Angeles Times, che consentiva alla Cia il controllo delle transazioni bancarie in quasi tutto il mondo, transazioni fatte da cittadini di tutte le nazionalità (ne avevo parlato più volte su Reporters). Se l'era chiesto anche Paolo Ferrandi: perché nessun governo europeo (e non europeo) aveva alzato la voce con quello americano per protestare contro le violazioni delle libertà dei propri cittadini? Ora questo silenzio sembra essere finito. O meglio, il silenzio dei governi continua ma, secondo quanto è scritto oggi sul Guardian, l'Information commissioner (una sorta di Garante della privacy britannico) ritiene che possano essere state violate sia le leggi del Regno Unito sia quelle europee.
Gente davvero un po' bizzarra i politici. Mi sarei aspettato che, per parlare della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell'Onu e per dire che per le forze armate delle Nazioni Unite che andranno in Libano «l'Italia desidera un mandato chiaro e privo di ambiguità», il presidente del Consiglio Romano Prodi avesse chiamato il segretario generale dell'Onu Kofi Annan. Invece lo ha detto al presidente degli Stati Uniti George Bush, cioè al rappresentante di uno degli Stati che compongono il Consiglio di sicurezza. Come se Putin o Blair o Lula dovessero parlare di una particolare iniziativa del nostro governo e chiamassero Piero Fassino o Francesco Rutelli, ossia uno dei leader dei due principali partiti che sostengono Prodi.