9 posts tagged “blog”
Era un pezzo che non passavo su Macchianera. Ogni tanto merita, se non altro quando si leggono citazioni che, se non fossero di Paolo Guzzanti, attribuiremmo a qualche malato mentale.
Per questo ho chiamato questo sito Rivoluzione Italiana. Per questo noi stiamo GIA’ facendo la rivoluzione. Non pensate che le mie vicende siano una cosa, che molto mi soverchia e mi paralizza, e la rivoluzione sia un’altra amministrazione, purtroppo bloccata da tutto questo da fare che io ho. Il da fare che io ho è il motore di questa azione e vorrei che tuti voi ve ne rendeste conto. Vorrei che vi organizzaste da soli, che città per città e regione per regione vi incontraste e vi organizzaste, chiamandomi quando siete pronti.(Paolo Guzzanti, dal blog “Rivoluzione Italiana”, 29/11/2006)I contatti sono altissimi, quasi 12 mila. Siamo letti in tutta Europa, negli Stati Uniti, Canada, Brasile, Giappone, Cina, Turchia. Arrivano anche centinaia di lettere private e richieste di interviste. Grazie per quello che fate e per la passione che tutti esprimono qui. Siamo monitorati ai livelli più alti e questo Blog sta conquistando un prestigio in gara con i migliori siti del mondo.
A proposito: da qualche giorno mi trovate anche su quello che è destinato a essere (se ne avrò la costanza) il mio vero blog personale: First Amendment.
Te l'ho scritto in un commento, Sergio, e te lo ripeto qui: questo post, che racconta il giorno in cui è nato tuo figlio Giorgio, è un pezzo di scrittura davvero bello. Ma di questo te ne renderai conto dopo. Adesso la cosa più importante per te deve essere la gioia - che si legge, eccome si legge! - di essere padre e di essere circondato da persone speciali come Stefania e Giorgio.
E voi - tre, trecento o tremila lettori - per una volta permettetemi una raccomandazione: andate a leggere "con occhi di bimbo". Dite che vi manda Carlo Felice.
Il primo post è dell'11 agosto (la sua biografia), poi il silenzio, che dura ormai da quasi due settimane. Forse il presidente dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad è in ferie e non ha un computer con sè o forse si è dimenticato di avere un blog, annunciato con le fanfare e mai aggiornato (fra l'altro la versione in francese non è ancora attiva).
O forse Ahmadinejad si è scoraggiato quando ha visto i risultati del sondaggio in alto a sinistra dove chiede se con la guerra in Libano gli Stati Uniti e Israele vogliono "tirare il grilletto per un'altra guerra mondiale" (nella versione inglese c'è ancora "word war" al posto di world war"): fino ad ora 411.822 visitatori (il 72 per cento) hanno detto no e 162.078 (il restante 28 per cento) hanno detto sì.
No, non venite a dirmelo perché non è vero, nonostante le apparenze. Però, se il pagerank di una pagina è definito come "il livello di pertinenza", mi spiegate questo pagerank di tre pagine del blog di Leibniz?
Pagina con il solo simbolo di Evectors: pagerank 5
Ultima pagina del vecchio blog, quello che contiene tutti i post fino al 17 ottobre dell'anno scorso: pagerank 4
Pagina attuale di Leibniz: pagerank 5
Non c'è un'altra guerra aperta, è semplicemente accaduto che un gruppo di blogger israeliani si sarebbero organizzati e ieri sera - secondo quanto riferisce Newsfactor - sarebbero riusciti a mandare in crash il neonato blog del presidente dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad attraverso un attacco che prevedeva migliaia di accessi contemporanei. Per alcune ore il blog sarebbe stato irraggiungibile e sarebbe tornato visibile soltanto nelle prime ore di oggi.
Ognuno si diverte come meglio può.
E' abbastanza singolare, comunque, come Ahmadinejad abbia scelto di aprire un blog mentre in Iran è spesso negata la libertà di espressione e di critica, ai blogger e a molti altri (si vedano i link alle pagine sull'Iran dei siti di Amnesty International e di Human Rights Watch).
Il presidente dell'Iran, Mahmoud Ahmadinejad, ha aperto un blog in quattro lingue (farsi, inglese, arabo e francese). L'indirizzo è semplice: www.ahmadinejad.ir. Per adesso ha soltanto un post, messo in rete due giorni fa, ed è la sua autobiografia. Sulla sinistra c'è anche un sondaggio con un "piccolo" errore nella traduzione inglese, visto che a proposito del conflitto in Libano c'è scritto "word war" (guerra di parole) al posto del più probabile "world war" (guerra mondiale).
Dal numero dei miei blog, dall'impegno nel lavoro, dalla voglia di conoscere e dal desiderio di riservare il giusto spazio (meglio se un po' di più del giusto) alla famiglia, credo di soffrire della stessa malattia di Mario Adinolfi, quella che mi porta a cercare di fare troppe cose. Così qualche volta anche ad Adinolfi capita di inciampare.
Di recente il buon Mario ha dato una valutazione a una serie di blog, come fa di solito d'estate, con particolare attenzione a quelli della piattaforma che lo ospita, Il Cannocchiale. Malvino lo ha subito colto in castagna: il giudizio del suo blog (e quello di parecchi altri) è identico a quello dell'anno scorso. Per Pino Scaccia, inviato del Tg1 (il migliore, dice Adinolfi, e concordo), è invece evidente il giudizio preconcetto ("I post sono belli, ma purtroppo frenati dall'impossibilità di dire tutto ciò che si pensa, per via del ruolo svolto in Rai"). Se soltanto Adinolfi avesse letto l'ultimo post di baghdadcafe, quello dedicato a Renato Farina, vicedirettore di Libero e agente Betulla del Sismi, avrebbe capito che era vero esattamente il contrario.